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sabato 5 settembre 2009
giovedì 3 settembre 2009
Come soffia il vento!
I primi mulini a vento europei pompavano acqua o muovevano le macine per triturare i cereali. Nei secoli scorsi i mulini olandesi erano i più grandi del tempo, divennero e rimasero il simbolo della nazione. Questi mulini erano formati da telai in legno sui quali era fissata la tela che formava, così, delle vele spinte in rotazione dal vento.
Negli anni settanta l'aumento dei costi energetici ha ridestato l'interesse per le macchine che utilizzano la forza del vento. Così molte nazioni hanno aumentato i fondi per la ricerca e lo sviluppo dell'energia eolica.
Nonostante la pesante crisi finanziaria, il 2008 è stato un anno record per l'energia eolica, e l'Italia è settima nella classifica delle nazioni con le maggiori capacità installate. Gli impianti eolici consentono grosse economie di scala, che abbattono il costo del chilowattora elettrico con l'utilizzo di pale lunghe ed efficienti dalla produzione di diversi megawatt ciascuna.
Grazie ai recenti sviluppi tecnologici l'energia eolica inizia ad essere economicamente vantaggiosa. Il costo di installazione è relativamente basso, se raffrontato ad altre tecnologie come ad esempio il fotovoltaico.
Negli anni settanta l'aumento dei costi energetici ha ridestato l'interesse per le macchine che utilizzano la forza del vento. Così molte nazioni hanno aumentato i fondi per la ricerca e lo sviluppo dell'energia eolica.
Nonostante la pesante crisi finanziaria, il 2008 è stato un anno record per l'energia eolica, e l'Italia è settima nella classifica delle nazioni con le maggiori capacità installate. Gli impianti eolici consentono grosse economie di scala, che abbattono il costo del chilowattora elettrico con l'utilizzo di pale lunghe ed efficienti dalla produzione di diversi megawatt ciascuna.
Grazie ai recenti sviluppi tecnologici l'energia eolica inizia ad essere economicamente vantaggiosa. Il costo di installazione è relativamente basso, se raffrontato ad altre tecnologie come ad esempio il fotovoltaico.
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mercoledì 2 settembre 2009
L’origine delle batterie: la pila di Volta
L'invenzione della pila è il risultato di esperimenti condotti da Volta verso la fine del XVIII secolo apre le porte alle rivoluzionarie scoperte sull'elettricità.

1. un elemento della pila
2. strato di rame
3. contatto negativo
4. contatto positivo
5. feltro o cartone imbevuto in soluzione acquosa
6. strato di zinco

1. un elemento della pila
2. strato di rame
3. contatto negativo
4. contatto positivo
5. feltro o cartone imbevuto in soluzione acquosa
6. strato di zinco
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Un po’ di… Alessandro Volta
Come tutti sappiamo Volta fu l’inventore della pila elettrica, era italiano, ma cosa altro si sa di lui? Cominciamo dall’inizio…
Volta nacque a Como il 18 febbraio 1745. Venne educato a Como dove divenne professore di fisica alla Scuola Reale nel 1774.
La sua passione fu sempre lo studio dell'elettricità e, ancora giovane studente, scrisse addirittura un poema in latino su questo affascinante, nuovo fenomeno. "De vi attractiva ignis electrici ac phaenomenis inde pendentibus" è il suo primo scritto scientifico.
Nel 1775 creò l'elettroforo, un congegno che produce una carica elettrica statica. Nel 1776-77 studiò la chimica dei gas, scoprì il metano, e condusse esperimenti come la combustione el gas tramite una scintilla elettrica in un recipiente chiuso. Nel 1779 divenne professore di fisica all'Università di Pavia, una cattedra che occupò per 22 anni. A Pavia, l'imperatrice Maria Teresa d'Austria fece costruire in suo onore l'Aula Volta. Nel 1800, come risultato di un disaccordo professionale sul galvanismo sostenuto da Luigi Galvani, sviluppò la cosiddetta pila voltaica, un predecessore della batteria elettrica, che produceva una corrente elettrica costante. Inizialmente condusse esperimenti con celle individuali collegate in serie, ogni cella era un calice da vino riempito di salamoia, nel quale erano immersi due elettrodi dissimili. Nella pila elettrica i calici erano sostituiti da cartone imbevuto di salamoia, e le dimensioni erano limitate dal peso che la cella inferiore poteva sopportare senza che tutta la salamoia venisse strizzata fuori dal cartone.
Volta sposò Teresa Peregrini, figlia del conte Ludovico Peregrini, nel 1794 e la coppia ebbe tre figli. Morì a Camnago il 5 marzo 1827 a 82 anni.
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martedì 16 giugno 2009
i mezzi di trasporto
060
Inserito originariamente da Ele-87
a me capita spesso di viaggiare in treno,
Il treno ha quel movimento dolce, meno brusco rispetto agli altri mezzi di trasporto.
In treno spesso sono andato in Austria passando per un breve tratto in Germania e sono stato fino in Marocco, passando per la Spagna.
Per arrivare a Salisburgo ci sono 7 ore di treno, si parte da Milano alla mattina e si arriva per pranzo a Innsbruck. Poi si cambia per Salisburgo.
Il treno si ferma al passo del Brennero dove c'è il nulla. Questo aprile nevicava e il sole formava una nebbiolina palpabile.
Lo scompartimento era talmente tranquillo che ci si poteva immergere in una profonda lettura. Ogni tanto un'occhiata alle dolomiti inspirava ulteriore pace.
Innsbruck è incastonata tra vette bianche tutto l'anno e la stazione al suo interno è tanto silenziosa che paragonata a qualsiasi grande stazione in Italia sembra più che altro un museo o una chiesa.
Invece in Marocco le stazioni sono rumorose quanto quelle italiane, e sui treni non è raro occupare il tempo chiacchierando coi i compagni di scompratimento.
Le cose più interessanti si vedono proprio in viaggio, infatti sul treno non ci sono separazioni ed ognuno si fa un pò i fatti dell'altro.
Ricordo un pittore e di aver parlato di politica in tedesco con lui.
Egli stava tornando a casa dall'ospedale dopo essere stato operato al tendine del braccio.
Ogni viaggio ti avvicina un pò di più agli altri, doveva essere così anche quando instituirono la tratta ferroviaria Londra-Genvova.
Immagini l'emozione dei passeggeri.
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