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mercoledì 2 settembre 2009

La televisione, e chi non ce l’ha!


modello di televisione
Inserito originariamente da Ele-87
La televisione, costante amica di tutte le nostre giornate, come si dice, non è nata già fatta, ma ha subito moltissimi periodi di sviluppo.
La tv italiana nasce domenica 3 gennaio 1954, ma il concepimento risale agli anni Venti e Trenta. La gestazione, lunga, difficoltosa, e condotta con metodi sperimentali, sarà interrotta dal secondo conflitto mondiale, per riprendere dalla seconda metà degli anni Quaranta.
In ogni casa la comunicazione con l’esterno avveniva attraverso la radio, ma nel dopoguerra con il boom economico il possesso della televisione diventa sinonimo di benessere. Ecco che allora tutti la vogliono!
Dalle televisioni “ingombranti” degli anni ’60 a quelle al plasma degli anni 2000, quanta storia!
È già, perché il suo successo è dovuto anche ai programmi trasmessi:dal successo clamoroso di Carosello alla visione in diretta dello sbarco dell'uomo sulla Luna nel 1969. . Due sono gli eventi che segnano gli anni Settanta televisivi: la nascita, dopo molti annunci e ritardi, del colore, e le prime televisioni "libere". Nascono le emittenti private ed esplode l'offerta di programmi. Ecco allora telefilm, sit-com e cartoni animati, telenovelas, le soap operas e le prime grandi fiction. Tg e programmi di approfondimento caratterizzano i giorni nostri e con le nuove tecnologie la televisione oltre a vederla la possiamo anche fare.

Driiin, driiin… Pronto? È il telefono!


Antico telefono
Inserito originariamente da Ele-87
La paternità dell'invenzione del telefono fu attribuita ad Antonio Meucci che nel 1871 dimostrò il funzionamento del suo apparecchio.
La prima introduzione pratica del telefono in Italia fu il 30 dicembre 1877 quando fu attivata la linea tra due apparecchi costruiti dai fratelli Gerosa che metteva in contatto una caserma dei pompieri con la stazione della tramvia di Porta Venezia. Il primo vero servizio telefonico ebbe però inizio nel 1881 con l'attivazione della linea al signor Giovanni Uberti, il quale ebbe il numero 1 di Roma.
La cornetta nacque quando un centralinista svedese ebbe l'idea di legare il microfono e il ricevitore ad un bastoncino, in modo da poter avere una mano libera.
La prima telefonata transatlantica avvenne tra New York e Londra, il 7 gennaio 1927.
Dalla creazione del primo telefono all’idea che abbiamo noi oggi di questo apparecchio, si sono succeduti vari modelli. Partendo da quelli molto grandi, piano piano le dimensioni si sono ridotte in coincidenza con la diffusione nelle case della gente. All’inizio si dovevano usare tutte e due le mani

martedì 23 giugno 2009

dai Romani a Marconi: la storia del telegrafo

Iniziarono i Romani e i Greci a comunicare attraverso delle fiaccole o tramite i piccioni viaggiatori.

Poi durante la Rivoluzione Francese si sperimentò il cosiddetto telegrafo ottico: delle pale che venivano esposte da una collina o da un campanile e poi andavano decifrate tramite un codice.

Napoleone creò una rete vasta quanto il suo Impero potendo così mettere in contatto tra loro Venezia e Amsterdam.

Avevano un utilizzo militare.

Le intuizioni di Volta furono propulsori per l'evoluzione della comunicazione.

Si utilizzò i rincipi della fisica per far trasportare messaggi sottoforma di impulsi elettrici.

Il primo telegrafo funzionò con la pila, le innovazioni si susseguirono velocemente e dopo l'introduzione della corrente continua e dei fili di rame.

Cooke nel 1837 inventò il telegrafo elettromagnetico. Subito apparve chiara la portata del cambiamento. La contrazione dei tempi e degli spazi, così serviva un codice adatto al nuovo mezzo.

Allora si sperimentò il codice binario e nel 1837 Morse elaborò un proprio codice e un anno più tardi brevetto il telegrafo.

Guglielmo Marconi costruì nel 1897 il telegrafo senza fili.

Nel 1901 fece la prima comunicazione transatlantica e vinse il premio Nobel

Il Titanic nel 1912 mandò un S.O.S. che fu ricevuto da tutto il mondo. Quando morì le radio di tutto il mondo rispettarono due minuti di silenzio.

martedì 16 giugno 2009

milano-BERGAMO


061
Inserito originariamente da Ele-87
ho fotografato gli orari dei treni italiani nel 1860.
la tratta Milano-bergamo esisteva già.
veniva percorsa in un' ora e mezzo.
Allora credo che in pochi si potessero permettere una viaggio simile.
Oggi quelli che lo fanno quotidianamente non sono certo considerati fortunati.
In questi anni i pendolari si sono organizzati in gruppi che rivendicano servizi migliori.
Approposito di questo argomento vi consiglio la lettura di un articolo apparso sul corriere oggi dal titolo esplicativo: i pendolari di Venezia-Bassono viaggiano più lenti che nel 1933

i mezzi di trasporto


060
Inserito originariamente da Ele-87


a me capita spesso di viaggiare in treno,

Il treno ha quel movimento dolce, meno brusco rispetto agli altri mezzi di trasporto.

In treno spesso sono andato in Austria passando per un breve tratto in Germania e sono stato fino in Marocco, passando per la Spagna.

Per arrivare a Salisburgo ci sono 7 ore di treno, si parte da Milano alla mattina e si arriva per pranzo a Innsbruck. Poi si cambia per Salisburgo.

Il treno si ferma al passo del Brennero dove c'è il nulla. Questo aprile nevicava e il sole formava una nebbiolina palpabile.

Lo scompartimento era talmente tranquillo che ci si poteva immergere in una profonda lettura. Ogni tanto un'occhiata alle dolomiti inspirava ulteriore pace.

Innsbruck è incastonata tra vette bianche tutto l'anno e la stazione al suo interno è tanto silenziosa che paragonata a qualsiasi grande stazione in Italia sembra più che altro un museo o una chiesa.

Invece in Marocco le stazioni sono rumorose quanto quelle italiane, e sui treni non è raro occupare il tempo chiacchierando coi i compagni di scompratimento.

Le cose più interessanti si vedono proprio in viaggio, infatti sul treno non ci sono separazioni ed ognuno si fa un pò i fatti dell'altro.

Ricordo un pittore e di aver parlato di politica in tedesco con lui.

Egli stava tornando a casa dall'ospedale dopo essere stato operato al tendine del braccio.



Ogni viaggio ti avvicina un pò di più agli altri, doveva essere così anche quando instituirono la tratta ferroviaria Londra-Genvova.

Immagini l'emozione dei passeggeri.